Supply-chain: un contenitore vuoto senza le giuste persone e competenze

Il punto di vista Festo
di: Federico Borra

(Source: SCM Portal) C’è in giro la sensazione che forse il peggio sia passato e che ci si avvii, se pur timidamente, verso una ripresa. In ogni caso sarà durissima, e lo sarà sempre di più. Diversi fattori concorrono ad aumentare la pressione, ma è anche vero che i momenti d’instabilità sono quelli che offrono opportunità ai più forti.

Le nostre organizzazioni sono sovente caratterizzate da bassa integrazione tra le funzioni, quando non da conflittualità tra esse, e sono poche quelle che sono realmente capaci di realizzare integrazione con clienti e/o fornitori in ottica di partnership. Questo induce sprechi ed inefficienze di sistema, anche quando apparentemente alcuni indicatori indicano buoni livelli di efficienze locali.

Dobbiamo imparare dalla nostra stessa natura: infatti gli esseri umani possono essere in lotta tra di loro, ma di fronte ad un nemico esterno più forte tendono ad allearsi. La forza di un gruppo unito è molto più intensa della somma delle forze dei singoli. Dobbiamo imparare a unirci e ad integrarci, in primis all’interno della nostra azienda, e subito dopo con i nostri partner esterni, clienti e fornitori. Dobbiamo imparare a volerlo e a perseguirlo.

Per supply-chain si intende tutto quello che avviene lungo un asse ideale dai fornitori dei fornitori ai clienti dei clienti per soddisfare la domanda di mercato. Il supply-chain management è una filosofia di business che orienta a costruire velocità, visibilità, fiducia e integrazione lungo la filiera.

Come, dunque, sempre più fare supply-chain management? Quali leve muovere? 

La risposta è scontata. Noi stessi. Dobbiamo quindi prepararci ed allenarci a fare supply-chain management. Abbiamo bisogno di persone che ne abbiano l’attitudine e le competenze, ovvero che lo vogliano e lo sappiano fare. 
A questo da tredici anni è dedicato il progetto di Festo Academy denominato Master in Supply Chain and Operations Management, che ha formato oramai circa 150 manager, iniettati nelle proprie organizzazioni come costruttori di ponti e connessioni, interni ed esterni.

Il progetto di Festo Academy aiuta a costruire queste competenze grazie ad insegnamenti di base con i quali gli allievi imparano a conoscere i linguaggi e le prospettive dei colleghi delle altre funzioni, e con l’addestramento alla costruzione dell’integrazione attraverso l’uso di strumenti dedicati. Tra questi spicca lo SCOR model. I partecipanti realizzano project work aziendali, nei quali possono mettere in pratica e sperimentare immediatamente gli insegnamenti, contribuendo in molti casi a generare fiducia nell’organizzazione nella quale il project work porta da subito effetti positivi, dimostrando che il cambiamento è possibile, ed è possibile proprio nella direzione indicata.

Non a caso Direzioni delle Risorse Umane accorte hanno inviato dalla stessa realtà piccoli gruppi di manager – dei quali erano certe le potenzialità – affinchè costruissero un linguaggio comune e una comune capacità di percepire l’organizzazione in ottica sistemica. Questi sono rientrati in azienda con una nuova consapevolezza, usata per contribuire al processo di consolidamento della supply-chain.