Terre rare, dal riciclo può arrivare il 30% del fabbisogno nel 2030

Terre rare e riciclo: una prospettiva su cui puntare soprattutto nel “medio-lungo periodo” migliorando la filiera di raccolta e smistamento dei rifiuti elettronici così da consentire economie di scala che rendano convenienti investimenti nel settore. Una spinta che potrebbe portare l’industria del riciclo a garantire “il 30% del fabbisogno di terre rare nel 2030”. Questo in sintesi il messaggio di Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia, consorzio per la gestione di rifiuti tecnologici, che traccia con l’Adnkronos un bilancio del recupero di materie prime strategiche, terre rare in particolare, da Raee.

“Noi consumiamo in Europa circa 10-12mila tonnellate di terre rare all’anno: questa è la domanda stimata per il 2015. Intercettando più rifiuti elettronici e migliorando le percentuali di recupero di tali materie prime, potremmo contribuire intorno al 7-8% del fabbisogno nel 2020 e arrivare al 30% nel 2030”, spiega l’esperto, che fa parte del Comitato strategico di alto livello per le materie prime di Bruxelles (Ue), precisando che “oggi il tasso di recupero di terre rare a livello globale non arriva all’1%”.

Ma perché è importante il tema delle terre rare? “Perché molti prodotti hi-tech, dell’elettronica, del settore automobilistico e delle tecnologie verdi, come l’eolico, necessitano per molte componenti di terre rare”, precisa l’esperto che fa parte del comitato tecnico Erecon (European Rare Earths Competency Network).

“Oggi c’è una domanda mondiale che ha superato le 170mila tonnellate, un volume significativo se teniamo conto del fatto che queste sostanze sono contenute nei componenti delle apparecchiature in piccole concentrazioni”, spiega. Parte di questa domanda potrebbe essere soddisfatta, soprattutto nel medio-lungo periodo (considerato anche il ciclo di vita degli apparecchi che vengono immessi ora nel mercato), attraverso il riciclo di Raee. Infatti troviamo terre rare “negli hard disk, dove ci sono magneti permanenti, nei climatizzatori, nei fosfori delle lampadine a efficienza energetica o delle tv e in alcuni circuiti di particolari dispositivi”. (Read More)