WorldWaterDay: quanta acqua sprechiamo in Italia? E quanto ci costa?

Tariffe
[Source: greenbiz.it – M. Albè] In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, celebratasi domenica 22 marzo 2015, Cittadinanza Attiva ha pubblicato i dati sulla dispersione dell’acqua e sulle tariffe in aumento. In Italia le città più care sono Firenze, Prato e Pistoia. La meno cara è Isernia.

Il costo dell’acqua sale ancora. Le tariffe sono in aumento del 6,6% rispetto al 2013 e del 52,3% rispetto al 2007. Nel 2014 una famiglia italiana ha speso in media 355 euro per il servizio idrico integrato, ma ormai in molte zone d’Italia per l’acqua si spende di più, in media, che per l’energia elettrica.

Le tariffe più alte riguardano le regioni del Centro Italia, con una spesa di 468 euro annuali per le bollette dell’acqua. In Toscana troviamo le città con le bollette più care, da Firenze a Prato, da Grosseto a Siena.

Le tariffe più basse si trovano in Molise con il primato positivo di Isernia (120 euro all’anno). Anche a Milano la spesa per l’acqua è bassa e raggiunge i 136 euro all’anno, con un aumento dell’8,7%.

L’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza Attiva ha realizzato per il decimo anno consecutivo un’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014.

A livello regionale il triste primato va alla Toscana: la spesa media in un anno è di 526 euro, con una variazione del 5,6% rispetto al 2013; inoltre, sette delle dieci città più costose sono capoluoghi toscani, la cui spesa è aumentata rispetto al 2013. Non sono da meno le altre regioni centrali: le Marche (€451), con una variazione del 5,1%, e l’Umbria (€ 439) con una variazione del 4,3%. Più virtuose le regioni del nord: delle 10 città più economiche, cinque di esse sono capoluoghi delle regioni settentrionali.

Acqua Spesa Annua
Il Commissario Europeo Vera Jourová per la Giornata Europea del Consumatore ha affermato in maniera chiara che è urgente mettere al centro delle politiche la figura dei cittadini-consumatori, rafforzandone i diritti ed aumentando i luoghi della partecipazione.

Non è migliore il dato sulla dispersione idrica: in Italia in media il 37% dell’acqua immessa nelle tubature va sprecata, in aumento di tre punti percentuale rispetto al 2013. Il problema è particolarmente grave nelle aree meridionali del Paese, contraddistinte da perdite ben al di sopra della media nazionale: spiccano in negativo Calabria (60%) e Basilicata (58%).

Non va meglio al centro: nel Lazio c’è una dispersione idrica del 60% e in Abruzzo con il 53%. Relativamente più virtuose la Valle d’Aosta con il 20% di dispersione, Marche e Trentino Alto Adige con il 26%.

Dispersione Idrica
Nonostante il quadro poco confortante, si riscontra la presenza di agevolazioni tariffarie nel 56% dei casi. La situazione resta però molto disomogenea nelle diverse aree del Paese e le misure risultano essere spesso poco incisive. Gli aventi diritto vengono individuati in base alla soglia dell’indicatore Isee nel 79% dei casi; per quanto riguarda l’entità dell’agevolazione, nel 31% dei casi è uguale per tutti gli aventi diritto e in un ulteriore 31% è stabilita in base alla numerosità del nucleo familiare. Infine, per quanto riguarda la tipologia di agevolazione, nel 39% dei casi si configura come contributo forfettario.