L’Italia del riciclo 2016

caps-743216_960_720-1-768x510L’industria nazionale del riciclo si rafforza e registra una crescita, in particolare nel settore degli imballaggi: nel 2015 il 67% è stato avviato al riciclo. Lo afferma “L’Italia del riciclo 2016“, report presentato da Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNIRE (Unione Nazionale Imprese Recupero che gestiscono attività di recupero e riciclaggio di rifiuti). Riciclo e recupero sono il motore dell’economia circolare, attualmente oltre 15 milioni di tonnellate di rifiuti di carta, vetro, plastica, legno e organico vengono trasformati in 10,6 milioni di tonnellate di nuove materie (materiale secondario) da reinserire nel processo economico.

Dal rapporto si evince che nel 2015, nonostante la crisi economica ancora in atto, le variazioni percentuali rispetto all’anno precedente di materiale riciclato risultano essere quasi tutte positive. Il riciclo degli imballaggi ha registrato un +5% che conferma la capacità del settore di intercettare e avviare a recupero quantitativi crescenti di rifiuti: 8,2 milioni di tonnellate, contro le 7,8 del 2014 e le 7,6 del 2014. Il riciclo di pneumatici fuori uso aumenta del 5% rispetto al 2014. L’alluminio rimane tra i settori più virtuosi nonostante una leggera flessione dell’ 1%.

Per quanto riguarda il tasso di riciclo dei rifiuti (la quantità reimmessa nel sistema produttivo proveniente dalla differenziazione dei rifiuti), si confermano le eccellenze della carta (80%), l’acciaio (73,4%), il vetro (71%) e, appunto, l’alluminio (70%). Il tasso di reimpiego e riciclo di veicoli fuori uso raggiunge l’83% del peso medio del veicolo ma è ancora lontano il target del 95% previsto.
In ritardo anche la raccolta pro-capite delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che, intercettando il 41% dell’immesso al consumo, supera i 4 kg/abitante ma è comunque distante dagli obiettivi: 7,5 kg/abitante per il 2016 e 10 kg/abitante per il 2019.

“Il Rapporto evidenzia come l’Italia abbia compiuto notevoli progressi nel campo del riciclo”, ha dichiarato Andrea Fluttero, Presidente di UNIRE, “grazie a un settore virtuoso e dinamico; una vera circolarità delle risorse non è stata ancora pienamente realizzata. Potrà esserlo solo a patto che si affrontino e si risolvano alcuni nodi da tempo irrisolti. Tra questi, le regole, che devono essere certe, chiare e stabili nel tempo, la semplificazione complessiva del settore, la migliore definizione del sistema consortile, che deve diventare sempre più sussidiario al mercato, il problema delle esportazioni e la necessità di sviluppare ricerca ed innovazione tecnologica. Tutti elementi indispensabili per dare ulteriore slancio al settore e senza i quali sarà difficile migliorare i risultati del nostro settore sia dal punto di vista economico che ambientale”.

“L’uso efficiente dell’energia e dei materiali sono ormai indispensabili fattori non solo di qualità ambientale, ma di competitività economica. Occorre quindi produrre sempre meno scarti e meno rifiuti e riciclare il massimo possibile. Le imprese italiane hanno ormai raggiunto il livello di eccellenza in Europa con il riciclo del 72% dei rifiuti speciali, lo stesso livello di eccellenza deve essere raggiunto anche nel riciclo dei rifiuti urbani (al 43%), sulla scia positiva di quello degli imballaggi oggi al 67% dell’immesso al consumo”, ha affermato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile,“ Ciò richiederà politiche mirate per recuperare i ritardi in alcune Regioni del Sud e maggiore attenzione alle filiere industriali del riciclo per il loro ruolo strategico”.

Source: giornalistinellerba.it