Il Green Public Procurement: per appalti sempre più verdi

[Source: Nonsoloambiente]

In attesa di capire le riforme legate al nuovo Codice degli appalti, è già possibile esaminare le novità operative introdotte dal Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014 sull’introduzione di criteri ambientali nelle gare d’appalto.

I criteri d’acquisto “verdi” stanno assumendo un ruolo sempre più importante nelle procedure per l’assegnazione delle gare d’appalto come conseguenza dei recenti (e, in parte, imminenti) cambiamenti legislativi. Come visto in un precedente commento, la legge n. 221/2015 (cosiddetto “collegato ambientale” alla legge di stabilità 2014) è, infatti, intervenuta in materia, stabilendo le percentuali di applicazione dei criteri ambientali minimi (CAM) per gli acquisti verdi a seconda delle categorie di fornitura, indicando come minimizzare le esternalità ambientali generate dai soggetti offerenti e variando la valutazione dei costi per la pubbliche amministrazioni secondo la legge dei costi per l’intero ciclo di vita (life cicle costs o LCC). Ma le novità non sono finite: entro qualche mese, infatti, dovrebbe entrare in vigore, previa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il nuovo Codice degli appalti che introdurrà ulteriori misure in materia.

In attesa di questa ulteriore riforma, è opportuno focalizzarsi sulle novità già in atto per effetto del collegato ambientale, a partire dai cambiamenti che hanno interessato, fase per fase, l’intero meccanismo della gara a procedura aperta; in particolare, come si vedrà, ogni singolo passaggio, dalla scelta degli operatori all’assegnazione dell’appalto, dovrà, d’ora in poi, tenere necessariamente conto di elementi “verdi”, pur rispettando sempre i cosiddetti “criteri di economicità”, in modo da coniugare ambiente e sviluppo. Da notare come questa riforma riguarderà indistintamente tutte le tipologie di appalti a gara aperta, ovvero forniture, lavori e servizi. (read more)