Certificati bianchi, come ottenerli

[Source: Voltimum]

L’impiego delle fonti energetiche rinnovabili permette di accedere ai certificati Bianchi. Il GSE ha predisposto quattro schede per i casi più comuni

Il meccanismo dei Certificati Bianchi, introdotto con i decreti ministeriali 24 aprile 2001, rappresenta una delle prime esperienze, a livello internazionale, di applicazione di uno strumento di mercato alla promozione dell’efficienza energetica negli usi finali.

In pratica, allo stato attuale, le aziende distributrici di energia elettrica e gas naturale, con più di 50mila clienti finali, sono tenute, ogni anno, a rispettare specifici obiettivi di riduzione dei consumi energetici. Simili “risparmi” possono essere ottenuti attraverso interventi realizzati presso gli utenti finali e sono valutati in fonti primarie utilizzando, come unità di misura, la tonnellata equivalente di petrolio (Tep). In pratica la normativa riconosce un Tee per ogni Tep risparmiato.

Per comprendere meglio le dimensioni del fenomeno, è opportuno ricordare che 1 Tep equivale a circa 1200 m3 di gas naturale o 5.350 kWh elettrici.

Le schede del GSE

In molti casi, le aziende distributrici sono in grado di realizzare i progetti necessari per ottenere i risultati imposti e, per tale ragione, sono disposte ad acquistare, a un prezzo che fluttua tra 70 e 110 euro, i Certificati Bianchi in possesso di altri soggetti. Questo significa, all’atto pratico, che “chiunque” può vedersi riconosciuti una serie di titoli di efficienza energetica (Tee), frutto di specifici interventi di razionalizzazione dei consumi energetici, per poi rivenderli anche sul mercato libero.

Non sempre, però, è immediato valutare correttamente gli effettivi risparmi e inviare le domande per il riconoscimento degli interventi realizzati. Per questa ragione il GSE ha sviluppato una serie di schede tecnico/informative, corredate da agevoli formule per la valutazione di ogni singolo progetto. (read more)