Business application, le aziende italiane le vogliono collaborative

Il 61% delle grandi imprese italiane e il 20% delle PMI ha avviato o sta avviando progetti a supporto della collaborazione attraverso le tecnologie. Un numero in forte aumento, e molto alto – l’85% – è anche il livello di soddisfazione per queste iniziative, che nel 34% dei casi interessano i processi di marketing e vendite, nel 32% quelli di gestione sistemi informativi, e nel 29% quelli di comunicazione interna. La nuova ricerca del Politecnico di Milano.

IT Consumerization, Cloud, Mobile e Big Data sono tutti fenomeni che stanno profondamente impattando sulle modalità di lavoro nelle aziende e sulla gestione dei processi di business, favorendo l’emergere di modelli basati sulla collaborazione. I sistemi informativi di oggi devono quindi andare oltre il supporto del solo aspetto transazionale dei processi, e in effetti quella che il Politecnico di Milano chiama “Social Business Collaboration” si sta diffondendo nelle aziende italiane.

Oggi il 61% delle grandi imprese ha avviato o sta avviando almeno un’iniziativa a supporto dei processi collaborativi emergenti. Anche le PMI si stanno affacciando alla tematica, registrando progetti nel 20% dei casi. Il fenomeno è più che mai rilevante: di tutte le iniziative segnalate, il 32% è in pianificazione, il 31% è in fase pilota e il 19% in fase di estensione del pilota iniziale. Il rimanente 18% è in fase di utilizzo diffuso.

Ma soprattutto i livelli di soddisfazione sono molto alti: l’85% del campione è soddisfatto o molto soddisfatto di aver realizzato un progetto in ambito collaborativo. Sono i responsi dell’Osservatorio Collaborative Business Application del Politecnico di Milano, la cui seconda edizione è stata presentata ieri. «Dopo un anno dal primo report la Social Business Collaboration è sempre più attuale nella gestione delle aziende, sia che si tratti di grandi imprese che di PMI, con una crescita significativa rispetto al 2013, che per le grandi imprese è del 22%», spiega Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio. (Read More)